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Wine, Food & Travel

Vipsss, col bicchiere. In mano

By 18 Settembre 2019 Gennaio 14th, 2020 No Comments

Non sono mai stato un cacciatore di autografi ma, grazie al vino, qualche vip l’ho incontrato.

Come molti altri “vinicoli”, ho pranzato sia con De Niro sia con Al Pacino, grazie a uno storico ristoratore  italiano in USA, loro socio sia sulla East sia sulla West Coast.

De Niro, affabile, appassionato di vino e cucina italiana. Al Pacino, mooolto superstar, un po’ troppo high, non gliene poteva fregare di meno.

Da questa parte dell’Oceano, mi sono fatto qualche birra con Liam Gallagher al Dorchester di Londra (lui ci VIVEVA). Simpaticissimo, abbiamo scherzato sugli stereotipi anglo-italiani. Che era il leader degli Oasis me lo ha detto il barman, dopo.

Tutte conoscenze superficiali. L’unica famiglia di vip, mooolto discutibile e frequentata più a lungo, è stata quella di Marcos (Dittatore, Filippine).

Giovinetto, in una delle mie primi missioni asiatiche, arrivo a Manila. Prima sera, cena e after dinner con compagnia locale splendida. Lego subito con tutti. Uno, in particolare, è il più simpatico. Parliamo di vini e di musica, abbiamo gli stessi gusti. “Vuoi venire a mettere i dischi – e i vini – a casa mia, domani sera?”, mi fa. Il mio sì, entusiasta di suo, ulteriormente rafforzato da fanciulla locale, della quale già brasato.

Inciso: lì passavo per il Jim Morrison de noaltri solo perché la scena musicale filippina era veramente desolante, peggio anche della disco francese, un pelino meglio solo della melodica italiana (totacutugna et similia) adorata dai russi, allora e ora.

Vabbeh, successone. Tanto che la serata è diventata… una settimana.

Prima mattina. In pieno hangover, cerco il frigo.  Apro la porta sbagliata e vedo una grande stanza, colma – dal pavimento al soffitto – solo di scarpe, che manco tutto l’outlet più grande che vi viene in mente. Chiudo di scatto, colto sul fatto da cameriere felpatissimo che, in inglese impeccabile, mi annuncia “Marcos’ family is ready for breakfast”. A quel punto, nonostante lo stordimento, collego i puntini: casa da AD – Marcos – stanza delle scarpe – Imelda – erede = amico mio.

In breve: le mie salde convinzioni politiche evaporate a colpi di feste, amour fou e cucina filippina, vera fusion che meriterà un blog a parte. Ultima sera, festa d’addio. Evidentemente esageriamo un po’, visto che ci svegliamo solo a mezzogiorno.

Volo per l’Italia perso, io disperato.

No problem, la compagnia di bandiera è nostra. First class ticket, of course. Della serie “saldo nei suoi principi”.

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