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Wine, Food & Travel

Svenimento (da) verticale

By 11 Novembre 2019 Gennaio 14th, 2020 No Comments

Tradizioni cinesi

Albori del vino in Cina. “Vuoi essere il primo a fare un evento, col vino, a XYZ, citta secondaria, ai confini con la Russia?”, mi chiedono. “Why not?”, la mia solita risposta.

Arriviamo: città industriale con fabbriche orwelliane, complete di ciminiere, in pieno centro storico, che manco Stalin urbanista. Smog da concerto, l’unico albergo a 5 – ma anche a 4 e a 3 – stelle, appena inaugurato, è teatro del nostro evento.

La cena ve la risparmio. La qualità – e freschezza – del cibo? Qualche indizio me l’ha dato il maître che, in uno slancio di amicizia etilica, verso fine cena, mi ha vivamente sconsigliato di toccare frutta, formaggi e yogurt per la colazione del giorno dopo.

Il problema – vero – è la verticale: sette annate sette di un grande vino.

Forse un pelino troppo per un pubblico “vergine”: per molti era la prima volta in assoluto col vino.

Con una temperatura – alcolica – sempre più elevata, la cena giunge al termine. A questo punto, il proprietario, egemonico tycoon locale, entusiasta dell’evento, si alza in piedi, fa un breve discorso in cinese e tutti applaudono.

“Che ha detto?”, chiedo alla traduttrice.
“Che dovete fare un brindisi, SOLO tu e lui”, risponde.
“E dove sta il problema?”, io.
“Beh è che il brindisi locale”, conclude lei – mentre arrivano sette bicchieroni (ballon Riedel) pieni fino all’orlo – “si fa bevendo… tutto d’un fiato!”. Alla goccia, per i tecnici.
Dopo un paio di gentili dinieghi, cedo.
Si stava innervosendo e Amnesty, da quelle parti, non prende troppo bene, non c’è campo.

Calcolo mentale – appannatissimo – avevo già sette vini e due gin tonic nelle costole: “Sette per venticinque (centilitri per bicchiere, almeno) dovrebbe fare… due bottiglie. Non ce la posso fare”.

Retropensiero dell’animale che cerca di sopravvivere: “Se non ce la faccio io, lui molla alla metà della prima salita”. Sembrava un po’ provato, in effetti.

Azione. Al terzo bicchiere, già vedevo mio nonno che mi malediceva per cotanto oltraggio, ma dopo il quarto, bang!, lui – il tycoon, intendo – è andato giù secco, senza preavviso.
Orizzontale, svenuto.

Niente panico. Le sue due bodyguard, solerti, lo hanno tirato su e portato via, sempre svenuto, come se fosse la cosa più normale del mondo.

In effetti, finiva così quasi tutte le sere, con il “buan jo” (o qualcosa di simile), la pestifera grappa locale, al posto del vino.
Me lo hanno spiegato dopo.

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