Iscriviti alla newsletter

Wine, Food & Travel

Macao e la Goldfinger Room

By 26 Luglio 2019 Febbraio 13th, 2020 No Comments

Il boom della nuova Vegas ha creato cloni asiatici ancora più inquietanti. In primis, Macao.

Una volta bisogna andarci. Prendete Las Vegas, paro paro, con gli stessi identici casinò ma con gli steroidi – fattura 4 volte Vegas – e mettetela di fianco alla Macao vecchia, un mix di porto cinese e abitazioni coloniali portoghesi assolutamente delizioso.
A Macao si mangia e si beve pure bene! Pollo classico e Toro (DOC portoghese che ricorda – quasi – il Nebbiolo), la mia chiamata, in uno dei tanti ristorantini tipici.

Tornando ai casinò, il problema di Macao (anche rispetto a Vegas, che non è esattamente la culla dell’understatement) è che hanno un filino la fregola del “too much”.

Al Galaxy, per esempio , appena entri sei colpito da un esercito di promoter, tutte con la divisa dell’hotel, tutte alte più di 1.85! Un vero incubo per i tappi. La fissa vera, però, ce l’hanno con l’ORO. Mega casinò con ristorante stellato giapponese: 35 posti. Il sommelier, amico mio italianissimo, mi fa: “Un milione, di dollari, per ritappezzare, spendiamo”. “Una ristrutturazione un  po’ caruccia, è una stanzetta, anche per gli standard di Macao” , ribatto io, saputello. “Ri-tap-pez-za-re, t’ho detto. È che cambiamo solo il wallpaper, mettiamo tutti fogli di oro zecchino!”, conclude lui serafico.

Ma il top del top è la Goldfinger Room, location di una scena madre nello 007 omonimo (con Craig). Esiste davvero, è un privé, ed è tutta d’oro: pareti, tavoli, banconi. Differenze rispetto alla scena del film? Nella realtà è only for chinese: ero l’unico occidentale in sala, spettatore timoroso per giunta, perché puntavano cifre astronomiche e non volava una mosca.

Singapore, per finire

Innervosita dal boom di Macao, che le stava portando via una bella fetta di turismo, si è fatta anche lei il suo bel mega casinò, il Mandalay Bay, famoso per la piscina a sbalzo più alta del mondo, con bar molto cool  per aperitivo. L’ after dinner è molle, come in tutta Singapore. Tutta la vita Hong Kong, per un po’ di festa. Il casinò è la solita insalata di top chef, privé e un mare di mega boutique. Faccio tutto il giro con il manager, vecchio lupo di mare (svizzero), che dirige tutta la baracca. Ultima tappa, l’enoteca. Mai visto tanta roba rara e cara in  vita mia: bottiglie e grandi misure da 2, 3, 10 mila euro e oltre. “Ma chi se li compra?”, sbotto io, vero provinciale. Lui, paterno: “Nessuno. Li regaliamo. Specialmente nei weekend, capita sempre che qualche big player – chinese, of course – perda 1 milione, o più. Quando si alza dal tavolo, noi lo portiamo qui e gli facciamo scegliere quello che vuole. Apprezzano molto, se ne vanno meno tristi”.

La classe non è acqua, devo ammettere.

Anzi, perché non ci ho pensato prima: Romanée come premio di consolazione della tombola, per una famiglia più felice

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi